È valida la clausola di diseredazione?

È valida la clausola di diseredazione?

È valida la clausola di diseredazione?

Il testamento rappresenta l’atto con cui taluno dispone delle proprie sostanze per il momento in cui ha cessato di vivere. Esso regola la successione mortis causa ossia che avviene per la morte del disponente.

Quali sono le tipologie di testamenti?

Esistono diverse forme di testamento:

  1. olografo: sottoscritto e redatto interamente di pugno del testatore;
  2. pubblico: ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni;
  3. segreto: scritto dal testatore o da un terzo.

Quali sono le caratteristiche del testamento?

Innanzitutto il testamento è un negozio unilaterale. Tale caratteristica potrebbe sembrare un’aporia rispetto alla necessità dell’accettazione (a differenza del legato che, ai sensi dell’art. 649 c.c., si acquista senza accettazione), ma in realtà non è così.

In campo contrattuale, infatti, l’accettazione serve per unire la volontà a quella del proponente e far nascere il contratto. Nel testamento l’accettazione si pone al di fuori del negozio. Il testamento, infatti, funziona a prescindere dall’accettazione anche perché il testatore potrebbe aver previsto meccanismi di sostituzione, rappresentanza e accrescimento per salvaguardare l’efficacia delle sue disposizioni se il primo chiamato non vuole o non può accettare l’eredità.

Altra caratteristica è il formalismo in quanto il testamento deve essere redatto in forma scritta ad substantiam, a pena di nullità.

Se una delle tre forme testamentarie, olografo, pubblico, segreto, risulta viziata il legislatore, in base al principio di conservazione degli atti, evita la dichiarazione di nullità o attraverso la conversione o applicando il meccanismo di cui all’art. 590 c.c. simile alla convalida.

Si può contestare l’autenticità della firma di un testamento olografo?

Certo è possibile tenuto anche conto del fatto che si tratta di disposizioni di ultima volontà.

Inizialmente si era sostenuto che, nel caso in esame, doveva utilizzarsi la querela di falso instaurando un subprocedimento. Successivamente il riferimento è stato al disconoscimento di scrittura privata.

Le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno optato per una differente soluzione.

Dopo aver messo da parte la querela di falso, adoperata per gli atti pubblici e il disconoscimento relativo alla scrittura privata prodotta in giudizio da una delle parti in causa, si è scelto l’accertamento negativo.

La parte interessata, infatti, può adire il giudice con autonoma zione atipica, non espressamente prevista da legge e contestare l’autenticità della firma del testamento olografo.

Cosa significa che il testamento ha carattere dispositivo?

Tale caratteristica deriva dal disposto dell’art. 587 c.c. in riferimento all’atto di disposizione delle proprie sostanze.

Il testamento, infatti, deve contenere spostamenti di ricchezza in favore o dell’erede o del legatario.

È valida la clausola di diseredazione?

Questo problema non di pone quando il diseredato è un legittimario, perché egli può impugnare la clausola e ottenere la declaratoria di inefficacia in quanto successore ex lege.

Nelle altre ipotesi sorgono dubbi in relazione alla mancanza di spostamenti patrimoniali servendo il testamento soltanto ad eliminare il soggetto indesiderato.

Ad un primo esame l’operazione sembrerebbe nulla eliminando proprio il carattere dispositivo del testamento esprimendo la clausola di diseredazione una mera volontà ablatoria, destitutiva.

Nella realtà dei fatti non è così. L’effetto indiretto della clausola di diseredazione è, infatti, quello di allargare automaticamente le quote degli altri successori legittimi. La clausola di diseredazione diviene, così, compatibile con il carattere dispositivo del testamento divenendo la successione in parte legittima e in parte testamentaria.