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CAMIONISTI ALCOLTEST AGGRAVANTE INCIDENTE Circolazione stradale – Guida in stato di ebbrezza – Circostanze del reato – Accertamento dell’alterazione psicofisica mediante alcoltest – Assenza di prove legali – Possibilità di desumere lo stato di ebbrezza da qualsiasi altro elemento sintomatico – Possibilità per il giudice di disattendere il risultato positivo fornito dall’alcoltest.

CAMIONISTI ALCOLTEST AGGRAVANTE INCIDENTE Circolazione stradale – Guida in stato di ebbrezza – Circostanze del reato – Accertamento dell’alterazione psicofisica mediante alcoltest – Assenza di prove legali – Possibilità di desumere lo stato di ebbrezza da qualsiasi altro elemento sintomatico – Possibilità per il giudice di disattendere il risultato positivo fornito dall’alcoltest.

AFFERMA LA CORTE :

Ai fini dell’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, l’esito positivo dell’alcoltest rappresenta piena prova della sussistenza dello stato di ebbrezza etilica. È onere dell’imputato fornire eventualmente la prova contraria a tale accertamento, dimostrando vizi od errori di strumentazione o di metodo nell’esecuzione dell’aspirazione. In tal senso, si evidenzia come la circostanza che la seconda misurazione effettuata attraverso l’alcoltest indichi la dicitura “volume insufficiente” è del tutto irrilevante ai fini della configurabilità del reato in questione, allorché lo scontrino dell’alcoltest riporti l’indicazione del tasso alcolemico in misura superiore alle previste soglie di punibilità e non segnali espressamente un errore nella rilevazione compiuta. Tra l’altro, va sottolineato che l’esame strumentale non costituisce una prova legale e, pertanto, l’accertamento dello stato di ebbrezza può avvenire anche sulla sola base di elementi sintomatici idonei a rivelarlo.

In tema di guida in stato d’ebbrezza, l’esito della verifica del tasso alcolemico

può essere annotato nel verbale di contestazione e può formare oggetto di testimonianza da parte degli agenti accertatori, non essendo necessario procedere alla stampa dei risultati del test. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima la testimonianza degli operatori di P.G., che avevano dato atto della avvenuta omologazione e del corretto funzionamento dell’apparecchio utilizzato, non avendo potuto procedere alla stampa degli scontrini per mancanza della disponibilità di carta).

FACOLTA’ DI FARSI ASSISTERE DA DIFENSOREQuando si procede per il reato di guida in stato di ebbrezza, l’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per l’attuazione dell'”alcoltest” non ricorre se l’imputato abbia rifiutato di sottoporsi all’accertamento. (Nel caso di specie l’imputato si era rifiutato di farsi accompagnare presso il vicino comando di polizia fornito di etilometro).

E’ imputabile per il reato di guida in stato di ebbrezza il prevenuto che, fermato per un controllo, dai Carabinieri, alla guida di un’autovettura in apparente stato di ebbrezza alcolica, venga sottoposto al test dell’etilometro eseguito attraverso due prove, a distanza di sei minuti l’una dall’altra, evidenzianti un tasso alcolemico pari a 1,01 g/l nella prima e 1,05 g/l nella seconda.

 Premesso che la rilevazione dello stato di ebbrezza del conducente del veicolo può effettuarsi con qualsiasi mezzo e non necessariamente, né unicamente, attraverso la strumentazione e la procedura di rilevamento del tasso alcolemico attraverso l’etilometro, il giudice può desumere lo stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di alcool, da qualsiasi elemento sintomatico dell’ebbrezza o dell’ubriachezza come l’alterazione della deambulazione, la difficoltà di movimento, l’eloquio sconnesso, l’alito vinoso. Ne deriva che il giudice, stante l’assenza di prove legali può perfino disattendere il risultato fornito dall’etilometro purché del suo convincimento fornisca una motivazione logica ed esauriente. 

1 AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

Osserva la corte che sulla questione relativa al se la circostanza aggravante di aver provocato un incidente stradale sia configurabile rispetto al reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza sussiste contrasto di decisioni, come segnalato dall’Ufficio del Massimario con relazione del 3 marzo 2015.

Invero, secondo un orientamento (Sez. 4, 10 luglio 2014, n. 51731, Crisopulli, Rv. 261568; Sez. 4, 9 maggio 2014, n. 22687, Caldarelli, Rv. 259242) “La circostanza aggravante di aver provocato un incidente stradale non e’ configurabile rispetto al reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza, stante la diversita’ ontologica di tale fattispecie incriminatrice rispetto a quella di guida in stato di ebbrezza”.

Secondo altro orientamento (Sez. 4, 14 novembre 2013, n. 9318/14, Stagnaro, Rv. 258215; Sez. 4, 26 settembre 2014, n. 43845, Lambiase, Rv. 260602) “la circostanza aggravante di aver provocato un incidente stradale e’ configurabile anche rispetto al reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento per le verifica dello stato di ebbrezza, in ragione del richiamo operato dall’articolo 186, comma 7, al comma 2, lettera c) del medesimo articolo, il quale, a sua volta, e’ richiamato dal comma secondo bis, disciplinante l’aggravante in oggetto”. In base a tale diverso orientamento, il richiamo dell’articolo 186 C.d.S., comma 7, alle pene di cui al comma 2, lettera e), dello stesso articolo deve necessariamente comprendere anche l’aggravante de qua, perche’ il citato comma 2-bis (che prevede appunto tale aggravante) richiama a sua volta le sanzioni del secondo comma del medesimo articolo prevedendo il raddoppio delle stesse.

Stante l’assoluta inconciliabilita’ fra le diverse affermazioni di principio e trattandosi di dissenso non inconsapevole, si reputa doverosa la rimessione della questione alle Sezioni Unite.

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