BANCAROTTA CASSAZIONE NECESSARIA IN APPELLO MOTIVAZIONE ADEGUATA

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BANCAROTTA CASSAZIONE NECESSARIA IN APPELLO MOTIVAZIONE ADEGUATA

BANCAROTTA CASSAZIONE NECESSARIA IN APPELLO MOTIVAZIONE ADEGUATA

LA NORMA CHE DESCRIVE LA BANCAROTTA

È punito con la reclusione da tre a dieci anni, se è dichiarato fallito, l’imprenditore, che:

  1. 1) ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato (1) in tutto o in parte i suoi beni ovvero, allo scopo di recare pregiudizio ai creditori, ha esposto o riconosciuto passività inesistenti;

  2. 2) ha sottratto, distrutto o falsificato, in tutto o in parte, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizi ai creditori, i libri o le altre scritture contabili o li ha tenuti in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari (2).

La stessa pena si applica all’imprenditore, dichiarato fallito, che, durante la procedura fallimentare, commette alcuno dei fatti preveduti dal n. 1 del comma precedente ovvero sottrae, distrugge o falsifica i libri o le altre scritture contabili.

È punito con la reclusione da uno a cinque anni il fallito, che, prima o durante la procedura fallimentare, a scopo di favorire, a danno dei creditori, taluno di essi, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione (3).

Salve le altre pene accessorie, di cui al capo III, titolo II, libro I del codice penale, la condanna per uno dei fatti previsti nel presente articolo importa per la durata di dieci anni l’inabilitazione all’esercizio di una impresa commerciale e l’incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa.

I giudici di appello debbono motivare adeguatamente la sentenza senza limitarsi a richiamare apoditticamente la decisione di primo grado.

Lo decide la Corte di cassazione con la sentenza n. 15427/2020 depositata il giorno 28/5/2020 U.

UN imputato era stato condannato per i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale previsti dalla legge fallimentare.

Tizio condannato in secondo grado per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale accertati nel corso di un fallimento, ricorreva per cassazione al fin di ottenere l’ annullamento della pronuncia di secondo grado.

Giustamente il legale di Tizio impugnava in cassazione la sentenza di Appello che aveva confermato quella di primo grado riportando unicamente una motivazione molto debole che rimarcava e riportava in modo quasi pedissequio quella di primo grado.

BANCAROTTA NECESSARIA IN APPELLO MOTIVAZIONE ADEGUATA : mancava una sostanziale e approfondita motivazione della corte di appello necessaria per le condanne per bancarotta

La loro pronuncia pertanto difettava di tassatività, dato che aveva omesso di prendere posizione su tutti i punti della tesi difensiva tanto da comportare una lesione irreversibile ed irreparabile del diritto di difesa del ricorrente odierno che ne richiedeva la tutela.

Il legale di Tizio vista la debole motivazione chiedeva l’annullamento della sentenza di Appello .

La problematica decisa nel caso di specie, riguarda le modalità di redazione delle sentenze di condanna e gli oneri che incombono sui giudici di merito in tali casi. I giudici della corte suprema assumono una posizione piuttosto rigorosa circa tali modalità individuando in capo ai magistrati precisi obblighi ed oneri che debbono essere in ogni caso ottemperati in sede di redazione dei provvedimenti di condanna per reati fallimentari.

 I giudici di cassazione osservano come i giudici di appello che intendano emettere un provvedimento di condanna nei confronti dell’ imputato, non possano motivare la loro decisione con un semplice richiamo apodittico e generico al provvedimento di primo grado, necessitando in tali casi una diversa tecnica redazionale molto più analitica ed estesa diretta a garantire ad ogni modo il diritto di difesa dell’ imputato.

Proseguono infatti i giudici della Corte suprema di cassazione come sia ad ogni modo onere dei giudici di appello redigere una esauriente motivazione del provvedimento decisionale, con un adeguata ed esauriente valutazione di tutti i punti della tesi difensiva e delle eccezioni rappresentate dall’appellante che richiede la revoca del provvedimento.

Abbiamo quindi un rinvio a nuovo processo di rinvio, quindi nei reati di bancarotta  la corte di Appello deve dare motivazione esaustiva e non riportare sommariamente le conclusioni di primo grado.