ART 570 CP omesso versamento dell’assegno di mantenimento BOLOGNA PROCESSO

ART 570 CP omesso versamento dell’assegno di mantenimento

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 570, comma primo, c.p., in caso di omesso versamento dell’assegno di mantenimento fissato dal giudice della separazione in favore del coniuge, il giudice non deve accertare l’esistenza di uno stato di bisogno dell’avente diritto o di una situazione di impossidenza dell’altro coniuge, ma deve verificare se tale inadempimento esprima la volontà del soggetto obbligato di violare gli obblighi di assistenza inerenti alla qualità di coniuge e non esprima, invece, una difficoltà di ordine economico alle cui conseguenze si sarebbe trovato esposto anche in costanza di matrimonio.

Cass. pen., Sez. VI, 30/09/2020, n. 28774

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 570, comma primo, c.p., in caso di omesso versamento dell’assegno di mantenimento fissato dal giudice della separazione in favore del coniuge, il giudice non deve accertare l’esistenza di uno stato di bisogno dell’avente diritto o di una situazione di impossidenza dell’altro coniuge, ma deve verificare se tale inadempimento esprima la volontà del soggetto obbligato di violare gli obblighi di assistenza inerenti alla qualità di coniuge e non esprima, invece, una difficoltà di ordine economico alle cui conseguenze si sarebbe trovato esposto anche in costanza di matrimonio.

Cass. pen., Sez. VI, Sentenza, 30/09/2020, n. 36207 (rv. 280180-01)

REATI CONTRO LA FAMIGLIA – Delitti contro l’assistenza familiare – Violazione degli obblighi di assistenza familiare – Momento consumativo del reato – Omessa corresponsione dell’assegno divorzile – Punibilità ex art.12-sexies, legge n. 898 del 1970 – Rapporto con il reato previsto all’art. 570, comma secondo, n. 2, cod. pen. – Concorso formale – Configurabilità

Sussiste concorso formale eterogeneo, e non rapporto di consunzione, fra il delitto previsto dall’art. 12-sexieslegge 1 dicembre 1970, n. 898, e quello previsto dall’art. 570, comma secondo, n. 2, cod. pen. in quanto l’art. 12-sexies fornisce tutela penale all’inadempimento dell’obbligo di natura economica imposto dal giudice civile, mentre l’art. 570, comma secondo, n. 2 cod. pen. preserva l’interesse a garantire al minore i mezzi di sussistenza, ove la loro mancanza determini lo stato di bisogno. (Rigetta, CORTE APPELLO TORINO, 13/09/2019)

Cass. pen., Sez. VI, 06/05/2021, n. 24555

L’ipotesi di reato prevista dall’art. 570, primo comma, c.p., come quella prevista dal comma secondo della medesima disposizione, presuppongono entrambe la minore età del figlio non inabile al lavoro e vengono meno con l’acquisizione della capacità di agire da parte del minore conseguente al raggiungimento della maggiore età. Conseguentemente, la violazione degli obblighi di assistenza economica nei confronti dei figli maggiorenni non autosufficienti, ove non inabili al lavoro, non solo non è punita a norma dell’art. 570, primo comma, c.p., che ha riguardo solo ai figli minori, atteso il riferimento agli obblighi inerenti la potestà genitoriale, ma è perseguibile soltanto ove ricorra la diversa ipotesi di reato previsto dall’art. 570-bis c.p.

Cass. pen., Sez. VI, Sentenza, 04/11/2020, n. 1879 (rv. 280584-01)

REATI CONTRO LA FAMIGLIA – Delitti contro l’assistenza familiare – Violazione degli obblighi di assistenza familiare – In genere – Adempimento parziale dell’obbligo di corresponsione dell’assegno alimentare – Configurabilità del reato – Condizioni

Integra la fattispecie delittuosa prevista dal comma secondo, n. 2 dell’art. 570 cod. pen. anche l’inadempimento parziale dell’obbligo di corresponsione dell’assegno alimentare quando le somme versate non consentano ai beneficiari di far fronte alle loro esigenze fondamentali di vita, quali vitto, alloggio, vestiario ed educazione. (Annulla in parte con rinvio, CORTE APPELLO CATANZARO, 26/11/2018)

Tribunale Udine, Sentenza, 21/04/2021, n. 687

Se è vero che il reato di cui all’art. 570, comma 2, n. 2 c.p., costituente fattispecie autonoma e non circostanza aggravante, non ricorre in ogni caso di mancata corresponsione dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice in sede di separazione o di divorzio, esso è peraltro pienamente integrato dall’omessa od insufficiente contribuzione, protrattasi per un arco temporale apprezzabile, cui consegua il venir meno dei mezzi di sussistenza in capo agli offesi, vale a dire di ciò che è indispensabile alle basilari esigenze di vita, tra le quali vanno annoverati il vitto, l’alloggio, il vestiario, le spese mediche e dentistiche, le spese per l’educazione e l’istruzione dei figli, comprensive anche delle attività formative extrascolastiche. Deve altresì osservarsi come entrambi i genitori siano tenuti ad ovviare alle esigenze dei figli non ancora in grado di procurarsi autonomamente un reddito, poiché lo stato di bisogno di questi ultimi non è escluso qualora sia l’altro genitore a farsene carico, nel caso in cui non sia in condizione di farvi fronte con mezzi ordinari e debba incorrere in privazioni e rinunzie oppure fare ricorso al credito o all’ausilio non occasionale di soggetti terzi; l’obbligo di contribuzione permane qualsiasi siano le vicissitudini dei rapporti familiari e dunque anche nel caso in cui l’imputato formi un nuovo nucleo familiare o contragga nuovi obblighi economici.

In tema di reati contro la famiglia, ed in particolare di reati tra coniugi, occorre di volta in volta verificare se la condotta irrispettosa dell’un coniuge verso l’altro abbia carattere meramente estemporaneo ed occasionale, nel senso che sia solo l’espressione reattiva di uno stato di tensione, che comunque può sempre verificarsi nella vita di coppia, nel qual caso si dovrà eventualmente fare richiamo a figure criminose estranee ai delitti contro la famiglia e rientranti tra quelli contro la persona, oppure se la detta condotta si concreti nella inosservanza cosciente e volontaria dell’obbligo di assistenza morale ed affettiva verso l’altro coniuge, obbligo che scaturisce dal vincolo matrimoniale e che ha la finalità di garantire che l’altro coniuge – in caso di difficoltà – non sia mai lasciato solo a se stesso, nel qual caso si versa nell’ipotesi delittuosa di cui all’art. 570, primo comma, cod. pen; oppure, ancora, se la condotta anti doverosa assuma connotati di tale gravità da costituire, per il soggetto passivo, fonte abituale di sofferenze fisiche e morali, nel qual caso l’ipotesi delittuosa configurabile è quella di maltrattamenti di cui all’art. 572 cod. pen..

Tribunale Napoli, Sez. V, Sentenza, 28/01/2021, n. 776

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, in relazione alle ipotesi di adempimento parziale dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento dei figli minori, se esso non integra sempre il reato di cui all’art. 570 c.p., poiché la norma non fa riferimento a singoli mancati o ritardati pagamenti, bensì ad una condotta di volontaria inottemperanza con la quale il soggetto agente intende specificamente sottrarsi all’assolvimento degli obblighi imposti con la separazione, allo stesso tempo tale condotta è indice significativo e probante, ove accompagnato da un comportamento oggettivamente esprimente un “disinteresse” per le sorti della famiglia ed, in particolare, dei figli minori, della sussistenza del reato.

Originally posted 2021-10-23 06:01:26.